CZ Mauser 98

 

Beh... qualcuno penserà che sto facendo il furbo... perché ho scritto la scheda del "Mauser israeliano" prodotto dalla Fabrique Nationale, e adesso con un "cut and paste" rifaccio la stessa scheda e la "rifilo" come se fosse nuova.

Beh... dopo questa scheda ho intenzione di fare anche quella del Mauser 98 tedesco :-)

Lo spunto per questa scheda è venuto da alcune conversazioni con Gualbo, che ha in collezione un fucile molto simile... e dal fatto che sono riuscito a ritrovare un (relativamente) vecchio Diana Armi, dell'Agosto 1991, sul quale Sergio Pelone aveva scritto un bell'articolo intitolato "Dalla CZ un Mauser per Israele".

Sulla scheda del Mauser 98 prodotto da FN per Israele, avevo già scritto che solo la Cecoslovacchia, oltre alla FN, aveva accettato di rifornire di armi l'esercito di Israele. In effetti inizialmente gli israeliani si erano riforniti principalmente di Mauser 98 tedeschi di preda bellica, e cercavano di risparmiare al massimo sulle spese militari. La Cecoslovacchia non era ancora stata totalmente "inglobata" dal blocco sovietico, aveva un proprio esercito "autonomo" ed aveva prodotto da sempre i Mauser 98 (anche per i tedeschi, e con tanto di Waffenamt) durante la II G.M... ma l'Esercito Cecoslovacco considerava superato il bolt action come arma individuale e considerava sovradimensionata la munizione 8x57 JS e si stava orientando verso il semiauto VZ52 camerato in 7,62x45. Insomma... si stava adeguando ai tempi.

Dove "piazzare" i Mauser 98 dismessi? Facile... Israele aveva grande necessità di armi, e non stava troppo a sottilizzare se si trattava di armi usate (come i Mauser 98 del Terzo Reich), o nuove (come i Mauser 98 prodotti dalla FN)... l'importante è che fossero, per problemi di pura natura logistica, in calibro 8x57.

I Mauser 98 cecoslovacchi che raggiunsero Israele vennero impiegati così com'erano arrivati, con il marchio cecoslovacco sul crest, e solo con l'ulteriore apposizione dei punzoni di controllo militare israeliani.

Quando gli israeliani decisero di passare al calibro 7,62 NATO ricamerando i propri fucili con canne presumibilmente prodotte in loco (almeno secondo Pelone... anche se personalmente dubito che se fossero state prodotte da aziende estere, queste avrebbero "pubblicizzato" il fatto, o che avrebbero apposto delle marcature), non tutti i fucili vennero ricamerati, ma l'esercito israeliano cercò di fare questa operazione solo sulle armi in condizioni migliori, lasciando in calibro originario quelle in condizioni peggiori.

Per la cronaca, le armi sottoposte a modifica di calibro vennero ricondizionate e subirono un processo di parkerizzazione, mentre le armi lasciate in calibro originale rimasero con la brunitura originale.

Ovviamente i Mauser 98 prodotti dalla FN erano meno usurati, visto che si trattava di armi acquistate nuove, e praticamente tutti i Mauser FN sono stati ricamerati in 7,62 NATO. Parecchi Mauser di produzione cecoslovacca sono invece rimasti in calibro originale.

C'è poi da fare una precisazione... molti Mauser 98 cecoslovacchi spediti via nave verso Israele non arrivarono mai a destinazione. Il carico fu sequestrato in un porto del Mare Adriatico, ed i Mauser 98 vennero sequestrati e spediti in magazzino. Nel 2002 al Polo Mantenimento Armi Leggere di Terni ce n'erano ancora alcuni.

Solo per curiosità, quelli che invece arrivarono in Israele, ci arrivarono in volo. Un bimotore C47 Dakota con insegne della RAF fece parecchi viaggi notturni (ovviamente evitando di segnalare il piano di volo) tra Bratislava ed Israele, con tappa intermedia in un campo di aviazione dell'Italia centrale per rifornirsi di carburante. Chi sapeva, tacque... e stavolta i Mauser arrivarono a destinazione. 

Parlando in generale del Mauser cecoslovacco, si nota che è un classico Kar 98K, esattamente come quelle che venivano prodotte dalla Brünn (ovvero... la Zbrojovka Brno che produceva armi per l'esercito tedesco) alla fine della guerra... vale a dire ampio uso della lamiera stampata al posto dei pezzi fresati, saldature dove all'inizio della guerra la realizzazione veniva eseguita dal pieno... insomma, un'arma realizzata "in tutta fretta", ma ben realizzata. Visto che i Mauser prodotti in Cecoslovacchia in periodo bellico finivano prevalentemente sul fronte orientale per motivi geografici, la copertura del grilletto era decisamente sovradimensionata per permettere l'utilizzo dell'arma con i guanti.

 

 

La bacchetta di pulizia non è prevista... anteriormente la calciatura non è neppure forata per permetterne l'inserimento. Paradossalmente le maggiori tolleranze di lavorazione, necessarie a chi doveva lavorare in gran fretta, resero la CZ forse più adatta dell'analoga FN alle condizioni d'uso tipiche del conflitto arabo-israeliano, e la maggior semplificazione costruttiva del modello cecoslovacco non andava comunque ad inficiare le prestazioni di quest'arma, che restavano quelle tipiche del Mauser 98 più classico.

Per quanto riguarda il mio Mauser 98 cecoslovacco... onestamente ne so ben poco. Confesso di averlo sempre trattato come una sorta di "brutto anatroccolo". L'ho trovato in un negozietto, era in condizioni perfette sia di legni (solo qualche leggera bozza "da deposito") che di ferri, con una canna pari al nuovo. Il prezzo che mi veniva chiesto era decisamente basso e l'arma non solo è assolutamente monomatricola, ma la matricola è bassissima (381), e questo mi ha fatto decidere all'acquisto.

Il poco che so del mio Mauser 98 cecoslovacco è che è stato costruito dalla CZ, come testimoniano i punzoni sul receiver

 

 

e che il committente dell'arma era l'esercito cecoslovacco, come risulta dal vistoso crest.

 

 

 

L'alzo è quello tipico dei Mauser 98 prodotti alla fine della II G.M.

 

 

Per i punzoni... grazie all'aiuto di Terence Lapin, e del suo ottimo libro "Mauser military rifle markings", diamo una occhiata ai punzoni. La "d" sotto la matricola 381 è una abbreviazione di "Delostrelecke pluky", ovvero "Reggimento di Artiglieria". I due punzoni uguali, quello sulla canna e quello sulla culatta, rappresentanti un leone ceco, sono i marchi del banco di prova.

 

 

Per quanto riguarda le caratteristiche balistiche dell'arma, non posso che confermare quel che oltre 10 anni fa scriveva Pelone su Diana Armi (quando su Diana Armi a scrivere di ex ordinanza c'erano ancora giornalisti capaci!):

Fatta salva la regolarità d'esercizio, la prova ha evidenziato un livello di accuratizzazione della meccanica conforme alla filosofia costruttiva di tutta l'arma: lo scatto è duro anche se netto, l'otturatore vuole essere azionato con energia e così dicasi del comando di sicura, eccetera. Non si tratta di difetti bensì solo di normali conseguenze di un tipo di scelta che, con uno sguardo realistico all'impiego effettivo, ha voluto decisamente premiare fattori quali il basso costo e la velocità di produzione a scapito dell'eleganza e della raffinatezza meccanica. [..] Su una distanza assimilabile a quella normale di combattimento il fucile tira diritto, inoltre camera ed estrae bene.

Il resto, per stare sdraiati dietro a un masso con la paura che attanaglia le viscere ed il sole che cuoce il cervello sotto l'elmetto, non è altro che superflua teoria.

 

Per questa volta mi asterrò dal riportare i dati relativi all'arma. E' a tutti gli effetti un Mauser 98 ed i dati sono gli stessi del Mauser 98 israeliano. Il calibro dell'arma fotografata è il classico 8x57 JS.